Il Piemonte, e in particolare il capoluogo torinese, si sono velocemente trasformati in realtà multiculturali, composte da varie comunità che coesistono in maniera più o meno pacifica: la sfida più grande è quella di renderle realtà interculturali, in cui il contatto tra diverse culture non si limiti ad uno sfioramento, ma diventi un vero e proprio incontro e occasione di confronto. Attraverso il Concorso Lavori in corto, coordinato da Valentina D’Amelio, ci si è dati come obiettivo principale la mappatura, attraverso cortometraggi e brevi documentari realizzati da giovani autori (under 35) che operano nel territorio torinese, della tematica del lavoro come mezzo di inserimento e integrazione sociale, in particolare per quanto riguarda le persone emigrate e immigrate. Nei tre mesi di apertura del bando l’AMNC e l’Associazione Riccardo Braghin si sono confrontate con il ricco bacino delle associazioni che lavorano per favorire il dialogo tra le differenti culture che vivono nella nostra provincia: tra Gennaio e Aprile inoltre Lavori in corto ha ospitato l’anteprima nazionale del film documentario Privilegi operai di Gianfranco Crua e Gianni Ubaldo Canale, promosso la tavola rotonda sulla rappresentazione della comunità romena nel cinema e organizzato un omaggio ad Armando Ceste, a tre anni dalla sua scomparsa.
“Lavori in corto – affermano il Presidente dell’AMNC Vittorio Sclaverani e il Presidente dell’Associazione Braghin Eugenio Gruppi – nasce dalla volontà di documentare a mezzo video come, in un periodo in cui la realtà del lavoro è sempre più precaria, ci siano tante situazioni nelle quali le persone riescono a re-inventarsi in nuove attività e come proprio attraverso il lavoro si siano realizzati e si realizzino tanti percorsi positivi di integrazione tra italiani e stranieri. Il concorso è rivolto agli under 35 per stimolare i giovani nell’interpretare il tema non facile del lavoro come mezzo di inclusione sociale e vedere attraverso i loro occhi quali possono essere le vie di uscita da un periodo di forte crisi.”
La prima edizione del concorso si è svolta con successo tra il 24 e il 28 maggio presso la Bibliomediateca Mario Gromo, la Casa nel Parco di Mirafiori, la Casa del Quartiere di San Salvario e il Cinema Massimo.
I cortometraggi selezionati sono stati 23 in totale, 11 in concorso e 12 fuori concorso.
Il primo premio di 1.500 euro offerto dall’Associazione Riccardo Braghin è stato vinto da Stefano Darchino e Giacomo Piumatti, autori di “Tajarin”; il Premio della Giuria, consistente nell’utilizzo gratuito per due settimane di uno dei moduli della sede di Film Commission Torino Piemonte è stato vinto, ex aequo, da Alexandra D’Onofrio, autrice de “La fortuna mi salverà” e da Alberto D’Alimonte, autore di “Ciprian Nour”; infine il premio “Il sapere è lavoro” di 500 euro offerto da CGIL Torino è stato vinto dalla Scuola Elementare Cairoli in collaborazione con il Centro di cultura per l’immagine e il cinema di animazione con il cortometraggio “Chissà se lavorare è bello”.
I premi sono stati conferiti durante la serata finale al Cinema Massimo da una giuria presieduta dal Presidente dell’associazione Riccardo Braghin Eugenio Gruppi e composta dalla direttrice del Centro Interculturale della Città di Torino Anna Ferrero, dalla segretaria generale della CGIL Torino Donata Canta e dall’attore e regista torinese di origini tunisine Hedy Krissane.
Lavori in corto è un progetto realizzato con il contributo della Città di Torino, la collaborazione della CGIL Torino, Provincia di Torino, Città di Ivrea e Fondazione CRT e il patrocinio della Regione Piemonte.