di Nanni Loy, con Marcello Mastroianni, Max von Sydow, Marie Laforêt, Angela Finocchiaro, Alessandro Haber, Yvonne Sciò Giallo, Ennio Fantastichini, Italia, 1994.

Marcello Mastroianni torna a vestire i panni del commissario Santamaria nell’ideale seguito de La donna della domenica. Stavolta il caso riguarda l’omicidio di Don Pezza, un prete scomodo sospettato di eresia. Le indagini coinvolgono sia la mafia locale sia alti esponenti della Curia per concentrarsi infine sugli adepti della confraternita del prete. Ma quello di Don Pezza è solo il primo di una serie di omicidi e per Santamaria il quadro si farà sempre più complesso…

Le messe di Don Pezza sono una sorta di rappresentazione teatrale a cui partecipano parecchie persone. Proprio durante una di queste prediche il prete viene assassinato. Se nel romanzo e nel film si parla della Chiesa di Santa Liberata, nella realtà la parrocchia affidata a Don Pezza è la Chiesa di San Filippo Neri, situata in Via Maria Vittoria, 5, all’angolo con Via Accademia delle Scienze. Commissionata nel 1675, per volere del duca Carlo Emanuele II, all’architetto Antonio Bettino, la chiesa fu in seguito rimaneggiata da Filippo Juvarra mentre l’architetto Giuseppe Maria Talucchi operò sulla facciata, trasformandola in stile neoclassico. All’interno, oltre a poter osservare preziosi dipinti e opere del barocco, è possibile visitare la cripta cimiteriale risalente al Seicento e restaurata nel 2006, dove riposano i Padri fondatori, alcuni cittadini illustri dell’epoca, e alcuni caduti nelle guerre napoleoniche. Vi sono conservati anche i resti del beato Sebastiano Valfrè, considerato uno degli anticipatori della stagione dei santi sociali che caratterizzerà la Chiesa cattolica piemontese tra i secoli XVIII e XIX con figure come Giovanni Bosco, Giuseppe Benedetto Cottolengo e Giuseppe Cafasso. Entrato nella Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri a Torino nel 1651, stabilisce ottimi rapporti con la famiglia reale. Per volere del duca Carlo Emanuele II di Savoia (assistito in punto di morte proprio da Valfrè) alla Congregazione di S. Filippo Neri viene donato il terreno dove verrà edificata la chiesa. Nel 1706, durante l’assedio di Torino da parte dell’esercito francese, Valfrè si distinguerà per l’abnegazione nei soccorsi verso civili e militari: per questo, è stato nominato dalla Chiesa cattolica patrono dei cappellani militari e beatificato da papa Gregorio XVI nel luglio del 1834.