di Giorgio Diritti, con Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti, Caterina Damiano. Italia, 2005

Chersogno è una località di pochi abitanti sulle Alpi che torna a ripopolarsi solo d’estate grazie al turismo stagionale. Un giorno, un ex professore francese (Thierry Toscan) decide di trasferircisi con la famiglia per fare il pastore e produrre formaggi. Stupiti e diffidenti, gli abitanti del paese accolgono i nuovi arrivati in modi contrastanti: alcuni si mostrano fin troppo gentili, al punto di risultare quasi invadenti, mentre altri li guardano con ostilità. L’integrazione risulta ancora più difficile per una serie di incomprensioni e invidie che porteranno a tragiche conclusioni. Infatti, come recita un proverbio del posto: “Il vento fa il suo giro e ogni cosa prima o poi ritorna”.

Il luogo in cui è realmente girato il film è Ussolo, borgata di Prazzo, mentre il Chersogno della finzione è il vero nome di un monte nelle vicinanze. Compare brevemente anche Dronero, nella sequenza in cui il sindaco vi accompagna la moglie e i figli di Thierry in paese. I personaggi passeggiano sul Ponte Vecchio (o Ponte del Diavolo), struttura caratterizzata da arcate diseguali e da una ricca merlatura medievale.

Il regista Giorgio Diritti firma un’opera dedicata all’Alta Valle Maira (o Valle Macra), facendone conoscere i costumi, la cultura e in particolare la lingua: infatti i personaggi parlano quasi tutti la lingua occitana e la Valle Maira è una delle poche zone dove è ancora viva questo idioma romanzo derivante dalla “Lingua d’Oc”, che in epoca medioevale ebbe la sua massima diffusione. Chiamata così per l’uso della particella “oc” al posto del “oui” francese, l’occitano veniva usato non solo come parlata ufficiale, ma anche nel campo giuridico e legislativo. Dopo l’imposizione del francese come lingua ufficiale nel territorio transalpino, l’occitano ha incontrato parecchie difficoltà nell’essere tramandato e tutelato. La Regione Piemonte è stata una delle prime, nel 1979, a promuovere una legge per la “tutela del patrimonio linguistico e culturale del Piemonte”, ponendo le basi per una maggiore valorizzazione.

Il film è stato particolarmente apprezzato all’estero e ha vinto diversi premi tra cui il Gran Prix del Festival di Annecy, mentre in Italia ha ottenuto la distribuzione in sala solo nel 2007.