di Giuliano Montaldo, con Miki Manojlovic, Carolina Crescentini, Roberto Herlitzka, Anita Caprioli, Filippo Timi, Italia, 2007

San Pietroburgo, 1860. Un attentato provoca la morte di un membro della famiglia imperiale. Pochi giorni dopo, lo scrittore Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij (Miki Manojlovic) incontra Gusiev, un giovane ricoverato in un ospedale psichiatrico che, oltre a confessare di aver fatto parte del gruppo terroristico, rivela anche i piani per un nuovo atto terroristico. Lo scrittore è sconvolto, pressato dai creditori, dalla scadenza del termine di consegna del nuovo libro e dai frequenti attacchi di epilessia. Di giorno detta alla giovane stenografa Anna Grigorjevna Il giocatore, mentre di notte continua la ricerca del gruppo terroristico.

In un film il cui messaggio sembra essere quello di cercare l’Uomo e di fuggire invece dall’adesione cieca agli ideali astratti, la città di Torino si presta benissimo a “diventare” San Pietroburgo: la Cavallerizza è sede degli scontri tra studenti e guardie imperiali, la Galleria di Diana e il Salone delle Feste della Reggia di Venaria Reale sono le sedi delle feste maestose di corte e le stanze dell’Archivio di Stato sono i luoghi degli incontri tra il romanziere e il commissario. Si riconoscono negli interni con armadi lignei alle pareti e il grande tavolo al centro, i Saloni Juvarriani della Sezione Corte dell’Archivio, edificio progettato e realizzato dall’architetto Filippo Juvarra tra il 1731 e il 1734 per rispondere all’esigenza di accentramento amministrativo assoluto del monarca sabaudo Carlo Emanuele III.

 

The Demons of Saint Petersburg, directed by Giuliano Montaldo, with Miki Manojlovic, Carolina Crescentini, Roberto Herlitzka, Anita Caprioli, Filippo Timi (Italy, 2007).

Saint Petersburg, 1860. A terroristic attack kills a member of the imperial family. A few days later, the writer Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij (Miki Manojlovic) meets Gusiev, a young man hospitalized in a psychiatric clinic who, besides confessing his part in the terroristic attack, also reveals the plan for a new one to be attempted.

The writer is shocked, pressured by his creditors, the deadline for the delivery of his new novel and, lastly, by recurring attacks of epilepsy. He spends the daytime dictating The Player to his young stenographer Anna Grigorjevana and the nights looking for the terroristic cell.

In a movie which seems to have its main message in the need to look for the Man and to runaway from the blind acceptance of an abstract ideal, Turin plays its part very well and «becomes» Saint Petersburg. The Cavallerizza (Royal stables) is the place where students and imperial guards fight, while the Reggia di Venaria (Royal Palace of Venaria), the Galleria di Diana (Diana’s Gallery) and the Salone delle feste (Grand Ballrom) are the locations chosen for the pompous royal parties. In the chambers of the Archivio di Stato (State Archive) Dostojevskij meets the chief of police.

The wooden closets against the walls and the big table at the centre of the room make the Saloni juvarriani (Juvarra chambers) in the royal section of the Archivio di Stato immediately recognizable. The Archivio di Stato is a building designed by the architect Filippo Juvarra between 1731 and 1734, following the new project of total centralized administration desired by king Carlo Emanuele III of Savoy.