di Paolo Casalis e Tiziano Gaia, con Joe Bastianich (voce narrante), Carlo Petrini, Oscar Farinetti, Elio Altare, Chiara Boschis, Italia, 2014, 64’

Nel 1983 Elio Altare, un giovane contadino delle Langhe è tra i promotori di un grande rinnovamento nel mondo dell’enologia piemontese. Una nuova generazione di piccoli produttori, dalle scarse risorse economiche di partenza ma dal grande spirito di iniziativa “fa gruppo” conquistando, nel giro di pochi anni, i mercati di ogni parte del mondo. Il gruppo, noto come “Barolo Boys” è formato, tra gli altri, da Elio Altare, Chiara Boschis, Giorgio Rivetti, Roberto Voerzio e Marco de Grazia. Il documentario racconta la loro storia, grazie alla quale per la prima volta il Barolo diventa un vino riconosciuto a livello internazionale, le loro innovazioni, su tutte l’utilizzo della barrique, una piccola botte di derivazione francese, e la loro eredità.

Presentato in concorso al Wine Country Film Festival di Sonoma (California) e vincitore del Premio DOC Wine Travel Food 2014 come migliore documentario dell’anno, il documentario è stato girato nelle Langhe, per la precisione a La Morra, Barolo, Monforte, Serralunga, ma anche al di fuori del Piemonte (alle pendici dell’Etna, dove lavora Marco de Grazia, e alle Cinque Terre, dove oggi opera Elio Altare).

Il Barolo è un vino DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) prodotto nei seguenti comuni della provincia di Cuneo: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e parte dei comuni di La Morra, Monforte d’Alba, Verduno, Cherasco, Diano d’Alba, Novello e Grinzane Cavour. Richiede un invecchiamento di almeno 38 mesi, di cui 18 in botti di legno. Il suo colore è rosso granata con riflessi arancia e l’odore è intenso e persistente. Si abbina alla perfezione con arrosti di carne rossa, brasati, cacciagione, formaggi stagionati e cibi tartufati.