di Roberto Faenza, con Iain Glen, Emilia Fox, Craig Ferguson, Caroline Ducey, Jane Alexander, Italia, 2002

Marie, una giovane ricercatrice, incontra a Mosca il professor Fraser dell’Università di Glasgow. I due rievocano le vicende, risalenti a inizio Novecento, della russa Sabina Spielrein, una donna condotta in una casa di cura per malattie mentali a Zurigo, luogo in cui lavora il dottor Carl Gustav Jung, noto allievo di Sigmund Freud. Nel corso della terapia, tra paziente e medico nasce una relazione amorosa molto coinvolgente che continua anche dopo le dimissioni di Sabina che farà ritorno in Unione Sovietica.

Realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte dal torinese Roberto Faenza, Prendimi l’anima è girato a Mosca per le parti relative alle ambientazioni russe e a Torino in cui viene “ricostruita” la Zurigo di inizio Novecento. Oltre a luoghi celebri della città come il Caffè Baratti, la pellicola ha come location anche il Lago della Mandria e il Borgo Castello, una delle Residenze Sabaude edificate, a partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, per volere di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. Situato all’interno del Parco Naturale de La Mandria, il Borgo Castello fu un luogo molto amato dal re: posizionato nei pressi di Torino, la capitale del Regno, ospitò regolarmente il sovrano e Rosa Vercellana, la nota Bela Rosin, sua amante prima e moglie morganatica poi. Inoltre, il luogo era perfetto per soddisfare una delle grandi passioni del re: la Caccia. Qui, fece edificare una cinta muraria (ancora oggi esistente e perfettamente visibile) lunga circa 27 chilometri in cui fece collocare diverse specie animali. Architetti del Borgo Castello sono Domenico Ferri per quel che concerne gli interni, Barnaba Panizza e Leopoldo Galli per l’esterno. In realtà, la storia del luogo inizia molti anni prima dell’arrivo di Vittorio Emanuele II. Infatti, è da inizio Settecento che per volere dei Savoia vengono edificate prima una struttura volta all’allevamento di cavalli, cui lavorerà anche Filippo Juvarra e poi l’attuale Borgo Castello con il sorgere degli appartamenti reali: tutti gli edifici sono in cotto, come Palazzo Carignano. Una volta scomparso Vittorio Emanuele II, la tenuta è venduta dal figlio Umberto I. Nel 1976, la Regione Piemonte acquista il Castello e il Parco istituendo il Parco Regionale de La Mandria, una delle più importanti attrazioni turistiche e culturali di tutto il Piemonte.

 

Prendimi l’anima (The Soul Keeper), directed by Roberto Faenza, with Iain Glen, Emilia Fox, Craig Ferguson, Caroline Ducey, Jane Alexander (Italy, 2002).

In Moscow, the young researcher Marie meets professor Fraser from Glasgow University. Together they recall the events from the beginning of the 20th century regarding Sabina Spielrein, a woman taken to a mental clinic in Zurich where Carl Gustav Jung, the famous Sigmund Freud’s scholar, works. During the treatment, a very engaging affair between patient and doctor starts, and it will continue even after Sabina is dismissed and returns to Soviet Union.

Made with the Film Commission Torino Piemonte’s support and directed by turinese Roberto Faenza, The Soul Keeper was filmed in Moscow as far as the scenes with russian setting are concerned, and in Turin, where it is recreated the first 20th century Zurich. Besides famous city places such as the Caffè Baratti, among its locations the movie uses also the lake in the Parco La Mandria (La Mandria Regional Park) and Borgo Castello, one of the Savoy residences built in the 1860s as ordered by Vittorio Emanuele II, first king of Italy. Located inside the Parco Naturale della Mandria, Borgo Castello was a very loved place by the king: it was close to Turin, first capital of the reign, and it regularly housed his lover and then morganatic wife Rosa Vercellana, the so-called Bela Rosin. Moreover, the place was perfect to satisfy one of the king’s great passions: hunting. The king had built a 27 km (about 16,7 miles) long surrounding wall (still existing and visible) populated by various animals. As far as the interiors are concerned, the architect appointed was Domenico Ferri, while Barnaba Panizza and Leopoldo Galli worked on the exteriors. Truth is that the story of the palace begins many years before Vittorio Emanuele II’s arrival. Indeed, it is from the beginning of the 18th century that Savoys wanted a horse-breeding farm to be built, a project which involved Filippo Juvarra, and the current Borgo Castello which lead to the creation of the royal apartments. All the buildings are in brickworks like Palazzo Carignano (Carignano Palace). When Vittorio Emanuele II passed, his son Umberto I sold the estate. In 1976, Regione Piemonte bought the castle and the park and established the Parco Regionale La Mandria, one of the most important tourist and cultural attractions of the entire Piedmont.