di Mauro Bolognini, con Massimo Ranieri, Ottavia Piccolo, Antonio Falsi, Luigi Proietti, Gianna Serra, Italia, 1971, 35mm, 99′.

Il fornaio Bubù (Antonio Falsi) inizia a dedicarsi a una nuova e più remunerativa attività, quella del magnaccia. Dopo averla conosciuta e sedotta, avvia la giovane Berta (Ottavia Piccolo) alla prostituzione. Qualche tempo dopo, la ragazza si innamora di Piero (Massimo Ranieri), un timido studente. Costretta a un ricovero in ospedale a causa della sifilide, una volta che Bubù finisce il carcere per furto inizia una nuova vita con Piero. Ma Bubù, una volta uscito, costringe Berta a ritornare sul marciapiede…

Liberamente tratto dal romanzo Bubù de Montparnasse di Charles Louis Philippe, il film è ambientato a Milano, anche se, in realtà, gli esterni sono stati girati a Torino. Come dichiarò a “La Stampa” all’uscita lo stesso Bolognini “Torino […] ha prestato come naturali scenografie di una vicenda che nella rielaborazione filmica non è più propriamente parigina, ma inserita in un centro del Nord senza riferimenti topografici precisi”. La protagonista Ottavia Piccolo a distanza di anni ricorderà: “Abbiamo girato molte scene a Torino perché la città era più intatta, e quindi più adatta a girare scene in costume. Bolognini è un regista preciso e meticoloso e a Torino si trovava molto bene: fu lui a trasfondere in me l’amore per una città che fino a quel momento conoscevo pochissimo”.

Tra le location del film Piazza Statuto con il monumento ai caduti del traforo del Frejus, ma anche e soprattutto il quartiere di Porta Palazzo, che è letteralmente al centro del film, tanto che il critico de “La Stampa” Achille Valdata dichiarò all’anteprima della pellicola “L’è nen Bubù d’Montparnas, l’è Bubù d’Porta Palas” (“Non è Bubù di Montparnasse, è Bubù di Porta Palazzo”). Uno dei luoghi più facilmente riconoscibili è certamente la Galleria Umberto I, nata nel 1890 sui resti delle corsie dell’Ospedale del l’Ordine Mauriziano, il più antico della città. La Galleria fu la prima e a lungo la più grande delle gallerie commerciali torinesi. Il suo interno è dominato dalla pregevole copertura in vetro e metallo.