Cannobio

Il borgo di Cannobio ha origine romana, come mostrano alcune vestigia dell’epoca presenti nel centro cittadino. Durante le guerre d’indipendenza (1818-1860), Cannobio rientrava nei territori dei Savoia (la sponda opposta del lago era, invece, in mano austriaca): nel 1859 ci fu un attacco alla città che fu respinto dalle truppe sabaude e dagli abitanti. Attivo centro manifatturiero sin dai primi del Novecento, divenne un centro d’immigrazione dal sud Italia nel secondo dopo guerra e il suo sistema economico si basa oggi prevalentemente sul turismo estivo. Tra i monumenti più importanti della cittadina, il Santuario della SS. Pietà di Cannobio (eretto per volere di Carlo Borromeo a fine Cinquecento, con all’interno una pala d’altare opera di Gaudenzio Ferrari),  la Collegiata di San Vittore, l’Oratorio di S. Marta (risalente al Cinquecento), il Palazzo del Ragione, detto Parasio (eretto nel 1291), sul cui lato destro si eleva la Torre Comunale, costruzione romanica del XII secolo.

Stefano Quantestorie

regia di Maurizio Nichetti, con Maurizio Nichetti, Amanda Sandrelli, Elena Sofia Ricci. Italia, 1993, 92 minuti

Stefano (Nichetti) è un carabiniere che conduce un’esistenza come tante. Un giorno si domanda come sarebbe stata la sua vita se vent’anni prima avesse fatto altre scelte, in particolare, si chiede che sarebbe accaduto se avesse seguito i suggerimenti dei suoi genitori (interpretati da Milena Vukotic e Renato Scarpa). A questo punto inizia il racconto di sei possibili vite alternative dell’uomo, sei destini incrociati tra loro, due alla volta. A dominare la scena, Nichetti e la sua arte comica fatta di slapstick, mimo, momenti ironici e malinconici. Su tutto, una sfrenata fantasia.

La maggior parte degli esterni del film sono girati a Cannobio. La città è perfettamente riconoscibile in numerosissime sequenze. L’imbarco al quale attracca il battello su cui viaggia Stefano è proprio quello di Cannobio, così come le vie per le quali passeggia Chiara (Sandrelli) diretta al suo laboratorio in cui costruisce giocattoli (anch’esso situato nelle strade del borgo). Nichetti non si limita a girare solo sulla terraferma: infatti, una poetica sequenza è ambientata nelle acque del lago proprio di fronte a Cannobio. Stefano e Chiara sono su una barca a remi mentre si godono il panorama circostante e la reciproca compagnia. A completare le location della cittadina, alcune riprese notturne dei battelli al largo del molo con le montagne in direzione della Svizzera sullo sfondo.

Proprio al confine con la Svizzera, alla Dogana di Piaggio Valmara (frazione di Cannobio), è ambientata una sequenza di Anna, quel particolare piacere, 1973, di Giuliano Carnimeo: Anna (Edwige Fenech) è spinta da Guido (Corrado Pani) ad attraversare il controllo doganale portando con sé e per conto dell’uomo un carico di droga.