di Davide Ferrario, con Valerio Mastandrea, Carlo Monni, Caterina Caselli, Adriana Rinaldi, Benedetta Mazzini, Anita Caprioli, Giovanni Lindo Ferretti, Luciana Littizzetto. Italia, 1997

Tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Culicchia, il film racconta la storia di Walter Verra (Valerio Mastandrea), studente fuori corso di filosofia che cerca la sua strada girovagando per Torino e cercando di evitare amiche invadenti. Figlio di un operaio della Fiat, rifugge il lavoro in fabbrica prima facendo l’obiettore di coscienza, poi trovando vari impieghi che però non lo rendono realmente felice.

Gli unici momenti che Walter vive con serenità sono quelli con la zia (Caterina Caselli), che spesso lo porta nella sua fattoria in collina. In moto con la zia o da solo (dopo la morte di lei) lo vediamo più volte passare sulla Strada provinciale 57, nei pressi di Monforte d’Alba. Ben riconoscibile è la Cappella di San Martino, ricostruita tra il 1887 e il 1889 dopo esser stata distrutta in seguito al terremoto del 23 febbraio 1887. L’edificio, in realtà, sostituisce una cappella più antica di cui si parla in una relazione del massacro del 1670. Anche il borgo di Monforte d’Alba ha una storia altrettanto travagliata: nato come castello fortificato (da cui il nome Mons Fortis) fu espugnato nel 1028 dall’Arcivescovo di Milano Ariberto d’Intimiano per soffocare l’eresia catara. Gli abitanti furono fatti prigionieri e condotti a Milano dove vennero costretti a scegliere tra l’abiura del credo cataro o il rogo. La maggior parte non abiurò e accettò la condanna a morte piuttosto che rinnegare le proprie idee. Dopo diversi secoli, nel 1703 il paese fu conquistato dai Savoia e passò quindi definitivamente al regno di Piemonte e di Sardegna.

Il film è prevalentemente ambientato a Torino. Tra le location cittadine:: via Leone Sinigaglia, via Giovanni Cravero, Mole Antonelliana, Via Po, Palazzo Nuovo, via Pietro Micca, Palazzo del Lavoro, via Santa Teresa, Stadio Filadelfia, Aiuola Balbo (Via dei Mille).