di Ugo Tognazzi, con Ugo Tognazzi, Franca Bettoja, Olga Villi, Tina Louise, Marco Ferreri, Riccardo Garrone, Gildo Tognazzi.  Italia, 1967

L’industriale Giuseppe Inzerna (Ugo Tognazzi) ha una vita quasi perfetta turbata solamente da un fastidioso fischio al naso. Un giorno, trovandosi per affari in una lussuosa clinica, viene convinto a fare un controllo presso uno specialista. Sarà l’inizio di un travagliato ricovero che lo porterà a non uscire mai più dall’edificio sanitario.

Il film, ispirato al racconto di Dino Buzzati Sette piani, si apre con una visita di Inzerna alla propria fabbrica: una cartiera specializzata in carta igienica e lenzuola di carta (difettose), ereditata dal padre Gerolamo (interpretato dal vero padre di Tognazzi). Se nella finzione il complesso mostrato si trova nella Bassa Lombardia, in realtà esso fa parte delle Cartiere Burgo, in Piemonte, tutt’ora funzionanti. Fondatore del gruppo cartario fu Luigi Burgo, giovane ingegnere con una buona conoscenza nel campo dell’elettricità che, venuto a sapere della necessità del Comune di Verzuolo di avere l’illuminazione pubblica, ne approfittò per crearvi la prima centralina idroelettrica della città sul finire dell’Ottocento. Vista l’abbondante quantità d’acqua della zona e l’esubero giornaliero della centrale, decise poi di creare, nel 1905, la società Cartiere di Verzuolo ing. Burgo & C. . Da allora l’azienda si ingrandì, fino a diventare un colosso europeo già negli ani Trenta. Nel 1943, Luigi Burgo venne allontanato dall’azienda e privato dei suoi beni, dopo che Mussolini lo fece incarcerare a Verona con l’accusa di complotto contro il fascismo. Solo nel 1953 tornò a capo della società come Presidente d’onore, titolo che mantenne fino alla morte, avvenuta l’8 marzo 1964.