regia di Dario Argento, con Carl Malden, James Franciscus, Cinzia De Carolis, Catherine Spaak. Italia, Germania, Francia. 111 minuti, 1971

Franco Arnò (Karl Malden), un ex giornalista che ha perso la vista, vive con la nipotina nei pressi della clinica Terzi, specializzata in ricerche genetiche. Testimone una sera di un colloquio ambiguo e di una misteriosa effrazione, decide di affiancarsi nelle indagini a un giovane e intraprendente giornalista (James Franciscus). Uno dopo l’altro vengono uccisi un ricercatore, la sua amante, un fotografo: l’indagine dei due protagonisti rivela numerosi misteri della clinica, dove si effettuano ricerche sull’ereditarietà del comportamento criminale.

Il luogo del terzo omicidio, quello dell’amante del ricercatore, è la casa dell’Obelisco in via Volturno (angolo via Bicocca), nel quartiere Borgo Po. Realizzato da Sergio Jaretti ed Elio Luzi tra il 1954 e il 1959, l’edificio divenne subito un’attrattiva (anche grazie all’apparizione sulle pagine del periodico “Casabella”) considerata la sua bizzarria architettonica. Con un’operazione dai toni ironici e provocatori i due architetti realizzarono infatti un edificio rivestito da elementi curvilinei in pietra artificiale, scanditi da rilievi orizzontali sovrapposti, rimandando al gusto dell’architetto catalano Antoni Gaudì e a quello statunitense Frank Lloyd Wright. L’ingresso sull’angolo, a forma di ostrica, con gradini concavi e l’aggetto della curva vetrata sono elementi caratterizzanti e unici nel loro genere.

Nel film appaiono molti edifici, strade e piazze del centro di Torino: dal binario 17 della Stazione di Porta Nuova (luogo in cui avviene il primo omicidio) a via Maria Vittoria, strada in cui si trova l’appartamento del protagonista, da viale dei Partigiani (strada che percorre i Giardini Reali) a via XX Settembre, da via Roma a piazza Statuto, da piazza Vittorio Veneto a piazza Castello, (tutti questi ultimi luoghi sono al centro del lungo inseguimento in macchina). Compaiono nel film anche il Cimitero Monumentale in Zona Regio Parco e via Santa Teresa, ambientazione del secondo omicidio. La centrale Piazza Solferino (su cui si affaccia il Teatro Alfieri, e che è stata uno dei luoghi simbolo dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006, grazie ad Atrium, padiglione riservato alle attività degli sponsor progettato da Giorgetto Giugiaro, smantellato nel 2010) è il set in cui Argento costruisce apposta per il film un bar all’ultimo piano di un palazzo ottocentesco. Luoghi reinventati e inventati che contribuiscono a dare vita a un’atmosfera misteriosa e inquietante.