di Lodovico Gasparini, con Flavio Insinna, Lina Sastri, Charles Dance, Daniel Tschirley, Fabrizio Bucci, Italia/Francia/Germania, 2004

Giovanni Bosco è un giovane sacerdote di origine contadina. Una volta trasferitosi a Torino, entra in contatto con il mondo dei giovani, poveri e abbandonati a se stessi: costretti a mendicare, a rubare, sfruttati in lavori massacranti in fabbriche e botteghe. Don Bosco decide di istituire un luogo in cui i ragazzi possano ritrovarsi, frequentarsi, trascorrere del tempo utile insieme, imparare. Ma non tutti sono d’accordo con l’iniziativa del giovane sacerdote: tra questi, il vicario Clementi, secondo il quale quei giovani non hanno alcuna possibilità di essere recuperati. Ma l’importante sostegno di un benefattore privato gli consente di continuare nella sua impresa.

Realizzata in diverse location piemontesi (a Torino in Palazzo Barolo, piazza Palazzo di Città, e piazza Corpus Domini, a Ivrea), la fiction utilizza come luogo di riprese anche il Castello di Moncalieri.  Edificato da Tommaso I di Savoia intorno all’anno 1100 con lo scopo di controllare l’accesso a Torino da sud, il Castello di Moncalieri viene ampliato nel corso dei secoli sino a diventare, a metà del 1400 dimora ducale di Jolanda, moglie di Amedeo IX di Savoia. Dimora saltuaria di Emanuele Filiberto, sarà rimaneggiato da architetti quali Amedeo di Castellamonte, Andrea Costaguta e Carlo Morello, ospitando nel territorio circostante dei giardini e dei giochi di fontane. L’occupazione delle milizie francesi nel 1798 comporta danni di grave entità per la struttura: nel 1817 Vittorio Emanuele I dispone l’inizio di importanti lavori di restauro. Nel corso dell’Ottocento, per volere di Carlo Alberto di Savoia il Castello diviene residenza reale: Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, lo preferisce al Palazzo Reale di Torino, dedicandogli particolari attenzioni e investimenti economici. È proprio in questa residenza che il 20 novembre 1849 viene firmato il famoso Proclama di Moncalieri con cui il Re scioglieva la Camera dei Deputati e si rivolgeva agli elettori perché sostenessero per il ruolo di Presidente del Consiglio Massimo d’Azeglio, favorevole a portare avanti trattato di pace con l’Austria. Dal 1921 il Castello diviene la sede del I Battaglione dell’Arma dei Carabinieri: gli appartamenti delle due Regine (Maria Clotilede di Savoia e Maria Letizia Savoia Bonaparte) e quello di Vittorio Emanuele II sono conservati nonostante un incendio che nel 2008 ha colpito uno dei torrioni, distruggendo la Sala del Proclama.

 

Don Bosco, directed by Lodovico Gasparini, with Flavio Insinna, Lina Sastri, Charles Dance, Daniel Tschirley, Fabrizio Bucci (Italy-France-Germany, 2004).

Giovanni Bosco is a young priest from a peasant family. When he moves to Turin, he meets the world of young people, poor and neglected, forced to beg, to rob, exploited for exhausting jobs in factories and workshops. Don Bosco decides to create a place where these young can meet, stay and spend time together doing something useful and learning. But some people disagree with Don Bosco: one of these people is vicar Clementi, who believes it’s impossible to recover those boys. But thanks to the financial support of a private benefactor, Don Bosco is allowed to carry on his mission.

In this miniseries there are many Piedmontese locations (such as Palazzo Barolo and piazza palazzo di Città in Turin and piazza Corpus Domini in Ivrea), including some scenes where appears the Castello di Moncalieri (Castle of Moncalieri). Built around 1100 by Tommaso I of Savoy in order to control Turin’s south access, the castle was modified and enlarged until the middle of the 15th century, became the ducal residency of Jolanda, wife of Amedeo IX of Savoy. Occasionally inhabited by Emanuele Filiberto of Savoy, the mansion will be then modified by architects such as Amedeo di Castellamonte, Andrea Costaguta and Carlo Morello, and its surroundings will host gardens and fountains complexes. In 1789, the French siege causes severe damages to the structure, and in 1817 Vittorio Emanuele I starts a major restoration work. During the 19th century, the castle becomes the official royal residence as desired by Carlo Alberto of Savoy. Vittorio Emanuele II, first king of Italy, prefers Moncalieri to the royal palace in Turin, and he dedicates to that castle many attentions and economic resources. Moncalieri is also the very place where, the 20th of November 1849, is signed the famous Proclama di Moncalieri (Edict of Moncalieri), in which the king resolved the Chamber of Deputies and asked his electors to endorse Massimo D’Azeglio as their president, in order to carry on the peace process with Austria. From 1921, the castle became the domicile for the I Battaglione dell’Arma dei Carabinieri (Carabinieri forces 1st battalion). The private apartments of the queens (Maria Clotilde of Savoy and Maria Letizia of Savoy Bonaparte) and the king Vittorio Emanuele II had been preserved despite the fire that in 2008 damaged the great tower and destroyed the «Sala del Proclama» (Edict Room).