di Lina Wertmüller, con Sergio Assisi, Gabriella Pession, Nicole Grimaudo, Mario Scaccia, Isa Danieli,  Elio Pandolfi, Leo Benvenuti. Italia – Francia, 1999

Sul letto di morte, Ferdinando (Sergio Assisi), re di Napoli, ripercorre vari episodi della sua infanzia e della sua adolescenza fino all’incontro con la moglie Maria Carolina d’Asburgo-Lorena (Gabriella Pession). Il matrimonio tra i due reali non fu solo di convenienza ma anche d’amore, amore che però rischiava di mettere in pericolo il regno vista la grande influenza politica della consorte austriaca sul re. Temendo che Ferdinando potesse cadere ancor più in balia della moglie se fosse nato un figlio maschio, i suoi consiglieri ordirono un piano per allontanare i due coniugi.

Il film è girato in varie Residenze Sabaude e alla Reggia di Caserta, fedeli all’atmosfera settecentesca delle vicende narrate. In particolare, l’intrigo volto a separare Ferdinando e Carolina ha luogo nel castello di Guarene, in provincia di Cuneo. Vi s’incontrano l’abate Galiani (Elio Pandolfi) e i fratelli Goudar (avventurieri francesi padroni del castello dove hanno istituito una grande casa da gioco) per accordarsi sulle modalità del complotto: faranno sì che il re conosca l’affascinante Sara Goudar, che lo sedurrà e lo distoglierà dai doveri coniugali.

Anche nella realtà il castello fu un luogo strategicamente importante. Dopo varie contese venne distrutto e ricostruito all’inizio del XVIII secolo su progetto del proprietario dell’epoca, il conte Carlo Giacinto Roero, architetto dilettante, aiutato nell’impresa da Filippo Juvarra, a cui si deve l’aspetto della facciata. Il giardino all’italiana che circonda l’edificio è opera di Xavier Kunter e da Carlo Giacinto Roero. Attualmente il maniero è di proprietà dei conti Provana di Collegno e ospita un hotel di lusso e un Museo aperto al pubblico su prenotazione.

Altre location nel Sistema delle Residenze Sabaude: Palazzo Reale di Torino, Archivio di Stato, Torino, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Reggia della Venaria Reale, Castello di Racconigi.