regia di Dario Argento, con Adrien Brody, Emmanuelle Seigner, Elsa Pataky. Italia, USA, GB, Spagna. 89 minuti, 2009.

Torino. Un individuo misterioso si finge tassista e rapisce due ragazze: la giapponese Keiko e la giovane modella Céline. Quest’ultima viene sequestrata mentre a bordo del taxi è al telefono con la sorella Linda (Elsa Pataky), che messa in allarme dalla telefonata interrotta si rivolge alla polizia, in particolare al giovane ispettore Enzo Avolfi (Adrien Brody). I sospetti dell’ispettore ricadono a breve sul “Giallo”, un maniaco che sfigura e uccide le proprie vittime, sempre giovani donne straniere molto belle, verso le quali sfoga la rabbia per la sua deformità dovuta all’ittero.

A fare da sfondo alla vicenda sono sia gli edifici più celebri della città, ma anche angoli meno noti di Torino. Si pensi alla scena in cui l’ispettore Avolfi e Linda camminano nei Giardini Guglielminetti, all’angolo tra via Cernaia e corso Galileo Ferraris, nei pressi del Mastio, edificio d’ingresso della Cittadella, unica struttura attualmente esistente della fortezza sabauda ubicata lungo la cinta muraria di Torino, costruzione commissionata nel 1564 dal duca Emanuele Filiberto “Testa di Ferro” a Francesco Paciotto.

I due protagonisti passeggiano tra platani secolari e colorate fioriture che contrastano con i toni cupi della trama.

Torino, luogo simbolo dell’immaginario argentiano, fornisce uno sfondo misterioso e ambiguo alle vicende del film, le cui scene iniziali vedono protagonista il Teatro Regio, mentre quelle finali (che mostrano il serial killer in azione) sono ospitate dalle strutture in ferro del parco tra Corso Farini e corso Belgio, in zona Vanchiglia. L’appartamento di Céline si affaccia su una delle location più celebri della città, piazza Vittorio Veneto. Dalle finestre dell’abitazione si può scorgere la chiesa della Gran Madre di Dio. In generale, le azioni dell’omicida e le ricerche della polizia e degli altri protagonisti si sviluppano in molti luoghi cittadini, dalla centrale Galleria San Federico alla Multisala Cinema Massimo (sala del Museo Nazionale del Cinema) sino alla periferia, con il parcheggio sotterraneo Torino Stura e la macelleria Curletti in corso Moncalieri 47.