regia di Dario Argento con Michael Brandon, Mimsy Farmer, Jean-Pierre Marielle, Bud Spencer. Italia / Francia, 1971, 105 minuti

Il protagonista del film è il giovane Roberto Tobias (Brandon), batterista in un complesso rock, che pedinato da un misterioso individuo, una sera decide di affrontarlo e involontariamente lo uccide. Qualcuno assiste alla scena, fotografandola e da quel momento inizia a perseguitare Roberto, senza ricattarlo, ma dimostrando di odiarlo. Si susseguono altri omicidi, finché la soluzione del mistero arriva grazie ad un procedimento scientifico che permette di fotografare l’ultima immagine rimasta impressa sulla retina degli occhi delle persone uccise, un’immagine che riproduce quattro mosche grigie.

Mentre è pedinato da un uomo con baffi e cappello nero, il protagonista si rivede in un piccolo giardinetto pubblico dove si ferma per guardarsi attorno: sono i giardini che si trovano incastonati tra le vie CernaiaStampatori, San Dalmazzo e Bertola. Questo elegante spazio verde è dedicato al generale Alfonso Ferrero di Lamarmora che guidò la spedizione del Corpo dei Bersaglieri in Crimea nel 1855-56. Il giardino, progettato da Barillet Déschamps nel 1863, ospita magnolie, querce, tigli, ippocastani e platani centenari, oltre al monumento dedicato al generale e le due fontane monumentali, dette dei Mascheroni.

Nella finzione il film è ambientato a Milano, nonostante vi siano più di una scena girata tra Torino e Roma, ma in realtà non siamo in nessun luogo, siamo in un campo astratto di sofisticate combinazioni, anche se Torino è nuovamente la città del mistero prescelta da Argento. Della città piemontese si riconoscono alcuni scorci, quali corso Vittorio Emanuele e corso Galileo Galilei, la Galleria Umberto I e quella Subalpina, piazza Bodoni con gli interni del Conservatorio, il parco del Valentino e il caffè Mulassano in piazza Castello 15. Utilizzando con grande intelligenza le geometrie urbane e architettoniche, così come gli spazi visivi e sonori, Argento cerca, assemblando spazi presi da diverse località, di comporre così la sua città ideale, la città sogno che egli ha creato con la sua fantasia, una città che paradossalmente ha molto di Torino.