Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue, Einaudi, Torino, 2010

“Beatrice non ti ha mai risposto ai messaggi perché io non ti ho mai dato il suo numero”.

Guardo Silvia come uno che è appena atterrato da Marte e vede per la prima volta un essere umano. Improvvisamente tutta la bellezza dei suoi tratti mi sembra rigida, di cartapesta, come una maschera vuota.

“Lo so, Leo, mi spiace. È colpa mia.” Non capisco.

“Quella volta che mi hai chiesto di procurarti il suo numero, io ho solo finto di farlo.”

Ricordo di averlo notato, quando Beatrice mi ha dettato il suo numero, che non coincideva con quello che avevo. Le parole d’amore che avevo preparato svaniscono come ti amo scritto sulla sabbia vicino al mare. Il tono di voce si irrigidisce come ghiaccio.

“Perché lo hai fatto?”.

Silvia rimane in silenzio.

“Perché lo hai fatto, Silvia?

Silvia risponde mescolando lacrime e parole.

“Ero gelosa. Volevo che tu mandassi a me quei messaggi. Ma non ho mai avuto il coraggio di dirtelo. Ho conservato per mesi la tua lettera a Beatrice immaginando che fosse per me. Avevo il terrore di perderti. Perdonami. “

Rimango in un silenzio bianco, simile a quello che c’è sulla luna. Mi alzo e vado via, lasciandola lì, come una perfetta estranea. Silvia non è più nessuno per me. L’amore non può nasce da un tradimento.

“Voglio dimenticarti quanto prima”. Lo ripeto tra le lacrime. E quella cosa che qualche sera prima mi si era annidata in un cantuccio del cuore si inaridisce e diventa un granello di sale, che esce mescolato alle lacrime, sciolto, perso, per sempre.

Sono stanco di essere tradito. (pp. 214-215)

 

Bianca come il latte, rossa come il sangue, di Giacomo Campiotti, con Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Gaia Weiss, Luca Argentero, Romolo Guerreri, Flavio Insinna, Cecilia Dazzi, Italia, 2013

Tratto dall’omonimo best seller di Alessandro D’Avenia, il film racconta la storia di Leo, un adolescente come tanti, innamoratissimo di Beatrice, una ragazza dai capelli rossi che frequenta la stessa scuola. Incapace di dichiararsi, cerca maldestramente di avvicinarsi a lei grazie all’aiuto degli amici Silvia e Niko. Quando infine riesce a conoscerla, scopre che la ragazza ha la leucemia. Sconvolto ma deciso a non rinunciare a quello che crede essere l’amore della sua vita, Leo inizia a  prendersi cura di lei e ad accompagnarla nella malattia trovandosi di fronte a scelte difficili.

Tra i vari tentativi di Leo per avvicinare Beatrice, uno in particolare coinvolge Silvia: il ragazzo chiede all’amica di procurargli il numero dell’amata, ferendo così involontariamente i suoi sentimenti. Infatti Silvia è da tempo innamorata di lui e, gelosa, gli consegna un numero sbagliato. Dopo esser venuta a conoscenza della malattia di Beatrice, Silvia si sente in colpa e confessa l’imbroglio mettendo a rischio la profonda amicizia che la lega a Leo. Il dialogo nel romanzo è ambientato lungo un fiume, mentre nel film si svolge sul tetto del liceo frequentato dai protagonisti: si tratta del Liceo Gioberti in Via Sant’Ottavio, 9/11.