di Mario Monicelli, con Marcello Mastroianni, Bernard Blier, Folco Lulli, Annie Girardot, Renato Salvatori. Italia, 1963

Torino, fine Ottocento. In una grande industria tessile un grave incidente è la scintilla che fa scoppiare le prime proteste operaie contro le inumane condizioni di lavoro. Le proteste si trasformano in un durissimo sciopero, capitanato dal professor Sinigaglia (Marcello Mastroianni), convinto socialista ricercato dalla polizia dopo una manifestazione a Genova.

Il film girato da uno dei grandi registi della “commedia all’italiana”, Mario Monicelli, ottenne una nomination agli Oscar 1963 per la miglior Sceneggiatura Originale.

La piazza attraversata dal professor Sinigaglia prima di incontrare la prostituta Niobe (Annie Girardot) è Piazza Duccio Galimberti a Cuneo, anche detta “il salotto” della città. Con i suoi quasi 24.000 metri quadrati di grandezza, è tra le più grandi piazze d’Italia. Fu edificata in stile neoclassico intorno al 1800, dopo l’abbattimento delle fortificazioni da parte delle truppe napoleoniche. Inizialmente le dimensioni erano circa la metà di quelle attuali, ma venne ampliata per dare più spazio al mercato. Le colonne in rilievo sui muri dei dieci eleganti palazzi simmetrici che la compongono ricordano le facciate dei templi greci, mentre i portici sono ispirati agli antichi archi di trionfo romani. Il 21 maggio 1945 la piazza fu intitolata all’eroe della Resistenza italiana, Tancredi “Duccio” Galimberti, nato a Cuneo nel 1906 e ucciso dai fascisti il 3 dicembre 1944. La statua posta al centro del rettangolo raffigura Giuseppe Barbaroux, giurista ottocentesco cui si deve la stesura del famoso Statuto Albertino.