di Guido Chiesa, con Alberto Gimignani, Felice Andreasi, Roberta Lena, Giorgio Bucassi, Vittorio Catti, Valeria Cavalli, Luigi Diberti, Bruno Gambarotta. Italia, 1991

Per ottenere la promozione tanto agognata, l’assicuratore Cesare Verra (Alberto Gimignani) deve chiudere la pratica del signor Martello (Felice Andreasi) in attesa di essere liquidata da quarant’anni. L’impresa si rivelerà più difficoltosa del previsto perché nessuno sembra sapere dove sia finito l’uomo e l’agente assicurativo, come un detective, si troverà a ricostruire la sua storia personale, partendo dai tempi in cui era partigiano.

L’indagine dell’assicuratore, passando di città di città, lo porterà a scoprire i luoghi della lotta partigiana della provincia di Cuneo. Oltre ad Alba sono ben riconoscibili Murazzano (dove una lapide ricorda il partigiano Dulio Galderisi) e la cascina di Torre Allera alle porte di Cuneo (che presenta la littoria scritta “Duce” sul muro principale). Alcuni di questi luoghi saranno nuovamente scelti come location da Chiesa per Il partigiano Johnny. Alla fine del film, il signor Martello in persona condurrà Verra e la nipote Pina (Roberta Lena) al santuario della Madonna del Colletto, chiesa settecentesca a croce latina posta a quota 1291 metri. Qui, sotto il grande pronao del 1808, un’effigie ricorda il primo nucleo politico di partigiani che si riunì proprio in questo luogo il 12 settembre 1943, dopo che l’armistizio dell’8 settembre aveva lasciato l’Italia nel caos. Dante Livio Bianco, Duccio Galimberti e altri dieci amici fondarono “Italia Libera”, dalla quale scaturirono le brigate di “Giustizia e Libertà”. Come noto, a Duccio Galimberti è dedicata la piazza principale di Cuneo, definita “il salotto” della città.

Il film presenta anche un’importante location torinese, Piazza Vittorio Veneto.