Stresa

Il territorio di Stresa, in parte costiero (comprendente il centro storico della cittadina e la frazione di Carciano), in parte insulare (tre delle quattro Isole Borromee: Isola Madre, Isola Bella e Isola dei Pescatori), in parte collinare (le frazioni Levo, Binda, Campino, Passera, Someraro, Vedasco, Brisino e Magognino) e in parte montano (compresa la nota stazione sciistica del Mottarone e il Giardino Botanico Alpinia), non poteva, considerata tale ricchezza e varietà, che suscitare una forte attrattiva per le produzioni cinematografiche. Qui hanno trovato splendide location numerosi film nel corso della storia del cinema, sin dai tempi del muto.  Oltre a essere protagonista al cinema, Stresa lo è stata anche in letteratura, comparendo in Addio alle armi di Ernest Hemingway e ne La stanza del vescovo di Piero Chiara. È anche sede d’importanti manifestazioni culturali come “Le Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore” (nate nel 1961) e il premio letterario Giallostresa. Tra il 1946 e il 1949 (e poi per l’edizione 1958) a Stresa si tennero le fasi finali del concorso di bellezza “Miss Italia“: nel 1947 in riva al Lago Maggiore venne incoronata più bella d’Italia Lucia Bosè, futura attrice cinematografica.

Luna di miele in tre

regia di Carlo Vanzina, con Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni, Stefania Casini. Italia, 1976, 96 minuti

Alfredo (Pozzetto) è un giovane cameriere di un albergo affacciato sul Lago Maggiore che sposa con poca convinzione Graziella (Casini), la figlia del barista del paese. Appassionato lettore di riviste per uomini, vince un viaggio premio in Giamaica da trascorrere con un’avvenente playgirl. Decide allora di organizzare il viaggio di nozze proprio in concomitanza con la partenza per i Caraibi. Una volta giunto a destinazione dovrà destreggiarsi tra l’agognato “premio” e la novella sposa che viene a sua volta insidiata dal goffo playboy Aldo (Cochi)…

L’albergo in cui lavora Alfredo (tra i suoi colleghi anche un giovanissimo Massimo Boldi e Felice Andreasi, quest’ultimo nei panni del severo direttore) è un altro celebre luogo del turismo sul Lago Maggiore: l’Hotel des Iles Borromées, situato in Corso Umberto I, 67 a Stresa. Sorto per volere della famiglia Omarini (gestori dell’Albergo Delfino situato sull’Isola Bella, citato da Stendhal e in cui Antonio Fogazzaro conclude il suo romanzo Piccolo mondo antico), nasce per soddisfare le esigenze del turismo internazionale che a partire da metà Ottocento sceglie Stresa come luogo di villeggiatura. Inaugurato nel 1863, l’Hotel si distinse da subito per gli ambienti finemente illuminati da maestosi lampadari e riscaldati da un impianto a termosifoni in grado di rendere costante la temperatura del centinaio di stanze da cui è composta la struttura. Nel 1918, quando è già attivo da oltre cinquant’anni e ha conosciuto l’élite del turismo (capi di stato, reali, imprenditori, finanzieri), l’Hotel ha tra suoi ospiti lo scrittore statunitense Ernest Hemingway, giunto a Stresa in convalescenza per una ferita di guerra. Colpito dalla bellezza del luogo, Hemingway vi ambientò parte di Addio alle armi, uno dei suoi più celebri romanzi.

Dopo un breve periodo in cui fu anche casinò (tra il 1945 e il 1946), l’Hotel des Iles Borromées tornò a essere una delle strutture di ricezione turistica preferite di tutto il Lago Maggiore.