SUPEROTTIMISTI – I NOSTRI RICORDI IN PELLICOLA

Superottimisti è un progetto di recupero della memoria, attraverso la raccolta di filmati amatoriali in formato 8mm, super8, 9,5 mm e 16 mm, la loro successiva catalogazione, archiviazione e diffusione. Superottimisti nasce nel 2007 in seno all’Associazione Documentary in Europe, dal 2015 il progetto e l’archivio vengono acquisiti dall’AMNC, con l’obiettivo di rilanciarne le attività sul territorio regionale.
Il bisogno di costituire un archivio di filmati familiari nasce dal riconoscimento del valore delle immagini contenute in questo tipo di materiale filmico e dall’improrogabile deperimento delle pellicole e dalla conseguente necessità di salvaguardarle e conservarle.

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Il nostro lavoro si articola in:
– ricerca dei materiali: attraverso il contatto diretto con le comunità ed il territorio veniamo in contatto con i cineamatori, che invitiamo a consegnarci le proprie bobine, dopo aver compilato un’apposita scheda attraverso cui aderiscono all’iniziativa e acconsentono all’acquisizione del proprio repertorio da parte dell’associazione.
– restauro delle pellicole: una volta giunte in laboratorio le pellicole vengono sottoposte ad un restauro fisico. Una seconda fase di restauro sarà costituita dal ritocco digitale dell’immagine-digitalizzazione: grazie alla tecnologia Fleshscan riusciamo a trasportare in un solo passaggio le immagini dalla pellicola ad un hard disk e contemporaneamente all’interno di un DVD. In tal modo i supporti non vengono sottoposti a troppi passaggi e se ne evita il danneggiamento. Una copia in digitale del materiale viene consegnata gratuitamente al donatore. Questa fase è realizzata in collaborazione con ZenitArtiAudiovisive.
– schedatura: tutti i materiali che entrano a far parte dell’archivio vengono schedati secondo un criterio conforme agli standard di schedatura del materiale filmico. La schedatura prevede dettagli tecnici sullo stato di conservazione delle pellicole, la descrizione delle immagini contenute nei filmati e informazioni sul cineamatore che ha donato le bobine all’archivio.

– archiviazione: alla fine del processo vengono archiviate le bobine (divise per fondo), e le relative copie su hardisk e su dvd.
– diffusione: i materiali raccolti non sono però solamente archiviati, catalogati e resi disponibili per studiosi e/o interesatti, ma sono valorizzati all’interno del progetto stesso attraverso l’organizzazione di iniziative pubbliche, collaborazioni con case di produzione per la realizzazione di documentari, collaborazioni con TV per la realizzazione di programmi di approfondimento e/o intrattenimento, collaborazioni con enti, associazioni, festival cinematografici, spettacoli teatrali, istituti di ricerca, ecc.
bimbiObiettivi dell’iniziativa:

– conservare la memoria collettiva attraverso la preservazione dei filmati familiari;

– proporre un’alternativa agli archivi istituzionali, che permetta di ripensare e raccontare la storia attraverso materiale inedito e di alto valore storico e sociale;

– diffondere le immagini dell’archivio e simultaneamente anche la storia e i valori di un territorio; – impedire il deterioramento dei supporti originali;

– mantenere un legame con il territorio (nella fase della raccolta e del coinvolgimento dei cineamatori) e allo stesso tempo dare visibilità all’iniziativa a livello nazionale e internazionale (attraverso la partecipazione ad eventi europei).

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Il contenuto delle pellicole:

Le immagini contenute nelle bobine raccontano la vita dei cineamatori e delle loro famiglie in un arco di tempo che va dalla fine degli anni ’20 all’inizio degli anni ’80, fornendoci molti spunti di riflessione sul cambiamento dei costumi, del modo di vivere il tempo libero e la famiglia, sui fenomeni di aggregazione e sulla collettività in generale. Circa il 20% dei filmati ritrae momenti di vita prettamente famigliare (matrimoni, battesimi, comunioni, momenti conviviali), il 50% racconta vacanze e gite in posti più o meno lontani, mettendo in evidenza la curiosità e l’idea di esotico delle generazioni passate, il 20% ritrae antichi mestieri e la vita tradizionale della regione, mentre il restante 10% ci parla di momenti di aggregazione sociale come manifestazioni politiche e di piazza (dagli scioperi ai carnevali). Oltre ai tranches de vie, abbiamo anche vere e proprie opere che riflettono una rivendicazione autoriale da parte dei cineamatori che si trovano a costruire veri e propri racconti, organizzati in montaggi, a volte anche di finzione. Tra i filmati raccolti vogliamo citare una pellicola nella quale compare una partita del Grande Torino a Casale Monferrato, repertori dall’Expo Torino del 1961, una serie di filmati sonori di fiction e documentari che raccontano l’atmosfera degli anni ’70 (tra gli altri un cortometraggio sulla tossicodipendenza e un documentario girato in una scuola elementare di Torino nella quale si insegnava il piemontese ai bambini, per lo più figli di immigrati).

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I numeri:
-2000 bobine raccolte;

-350 ore di materiale digitalizzato e (in parte) catalogato;

-40 fondi digitalizzati;

-50 eventi realizzati sul territorio piemontese;

-10 documentari e/o video commerciali realizzati con materiale d’archivio;

-collaborazione con il programma SCONOSCIUTI, Rai3, stagione 2014, collaborazione con History Channel.

Info e contatti:

Associazione Museo Nazionale del Cinema – info@amnc.it
Giulia Carbonero – carbonero.giulia@gmail.com
Giulio Pedretti – giupedretti@gmail.com

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